Tania Collani
ILLE (UR 4363) – Institut de recherche en Langues et Littératures Européennes, Université Haute-Alsace
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Per un’Europa specchio della gente di frontiera. Grytzko Mascioni e il sorriso del mito greco
Dedalus 25 (2021), pp. 71-99.
 
Abstract
Europe is one of the greatest collective myths of Western civilization; it is a tale continuously revived through contemporary discourse. From the similarities to a jenny that fascinate Zeus to the political narratives that frame Europe as, alternatively, an opportunity, a fraternal community or a limitation to national sovereignty, Europe has never ceased to originate tales. The Swiss-Italian author and journalist Grytzko Mascioni, from Valtellina, reinterprets Europe, its origins and its immense potential for contemporaneity in the light of ancient Greek thought. Mascioni appeals to a reappropriation of myths in general, and of muthos in particular, against an overly rigid rule of logos, freeing mythological matter from the monopoly of the technical and the erudite. The author tries to reinforce the concept of Europe with its narrative essence, always renewed and rewritten, and recommends a return to the Greek example as a way to accomplish this: the only unitary tale for a Europe assumed ideally as fragmentary and composed of “frontier men”. In this essay I will establish a dialogue between Mascioni’s writings and those of the scholars he favored – including Hillman, Braudel, Morin, Vernant, Bowra and Snell. His unashamed goal is recovering the archaic smile, a Mediterranean posture of serenity and trust that characterized the statues of the young Kouroi, projected towards the future but very solidly grounded in their present.
 
Keywords: Europe, Grytzko Mascioni, Greek myth, “frontier men”
 
 
Riassunto
L’Europa è uno dei più grandi miti collettivi della civiltà occidentale; è un racconto continuamente rivitalizzato attraverso il discorso contemporaneo. Dalle sembianze di giumenta che affascina Zeus alle storie politiche che vedono di volta in volta l’Europa come un’opportunità, una comunità fraterna o una limitazione alla sovranità nazionale, l’Europa non ha mai cessato di provocare dei racconti. L’autore e giornalista valtellinese, svizzero-italiano, Grytzko Mascioni, rilegge l’Europa, le sue origini e il suo immenso potenziale per l’uomo contemporaneo alla luce del pensiero greco antico. Sollecitando una riappropriazione dei miti in generale, e del muthos in particolare contro un dominio troppo rigido del logos, svincolando la materia mitologica dal monopolio tecnicistico ed erudito e cercando di riancorarla alla sua essenza di narrazione sempre rinnovata e riscritta, Mascioni preconizza un ritorno all’esempio greco, all’unico racconto unitario per un’Europa idealmente assunta come frammentaria e fatta da “uomini di frontiera”. Nel presente saggio faremo dialogare gli scritti di Mascioni con quelli degli studiosi che privilegiava – tra i quali Hillman, Braudel, Morin, Vernant, Bowra e Snell. Il suo obiettivo non dissimulato è il recupero del sorriso arcaico, di quella postura mediterranea di serenità e fiducia che caratterizzava le statue dei giovani kouroi, proiettati nel futuro ma ben solidi nel loro presente.
 
Parole chiave: Europa, Grytzko Mascioni, mito greco, “uomini di frontiera”